capitolo 8
-Siamo qui Ora-Tsuyu- disse Uraraka inchinandosi.
-Basta con tutte queste dannate formalità noi siamo amici ormai- disse la donna accanto a me alzandosi.
-Sì hai ragione! Scusaci- disse Kirishima –perché hai fatto chiamare anche me?- la guardò alzando un sopracciglio, domandandosi quale motivazione avesse l'oracolo per riservargli tale onore di andare al suo cospetto.
-Primo, avevo bisogno di parlare da sola con la ragazza. Secondo devo dare direttive a voi tre sul da farsi, sta notte ho visto nuovamente il futuro- disse lei abbassando lo sguardo con rammarico.
-Brutti presagi?- chiese Bakugo che fino a quel momento era rimasto con il capo chino ascoltando le sue parole.
-Una via di mezzo diciamo, Uraraka!-
-Si Tsuyu!?- subito alzò il capo guardandola. –Quali compiti mi attendono?-
-Tu dovrai lavorare ad un nuovo incantesimo di difesa, quello attuale è stato scoperto dalle armate di Enji e hanno intenzione di sferrare un attacco, quindi ti chiedo di essere veloce- disse tutto dun fiato.
-Agli ordini!- esclamò la castana correndo subito fuori dalla capanna.
-Bakugo, Kirishima- rivolse lo sguardo verso i due giovani, che baldanzosi alzarono all'unisono il capo per udirla. –Voi due e la ragazza dovete dirigervi a nord, non posso darvi una meta precisa, dato che nelle mie visioni ci sono solo luoghi sfocati- disse abbassando lo sguardo per qualche secondo, ma poi riportando la sua attenzione ai due.
-Ce lo faremo bastare- disse Bakugo risoluto, guardandola per la prima volta, da quando erano lì, negli occhi.
-Ottimo ora andate, rifocillatevi a dovere con gli altri e mettete la ragazza a proprio agio- disse infine lei sedendosi nuovamente di fronte al fuoco.
Io in tutto ciò ero rimasta in silenzio a scervellarmi sulle parole che poco prima mi aveva rivolto quella strana donna.
"Ci sono due versioni che ritornano prepotenti alla mia mente ma in una sei felice e nell'altra avviene il tuo sacrificio."
Io come avrei potuto scegliere secondo lei!? Non avevano il diritto di mettermi una tale responsabilità sulle spalle. Che si aspettavano che facessi!? Ovviamente avrei voluto la fine di quella guerra, che non era neanche la mia, ma nella quale mi sentivo partecipe, ma non per questo avrei rinunciato alla mia felicità. E poi cosa significava!? Io non ero felice non lo ero mai stata da quando ero nata e perché diavolo era apparso Bakugo in quel fumo!? E chi era l'altro ragazzo!? Avevo troppe domande al quale non sapevo rispondere ed il fatto che quei due dementi in quel momento mi stessero trascinando con la forza fuori dalla capanna non aiutava affatto le mie riflessioni.
-Ohi!! Lasciatemi idioti!- gli urlai io non appena mi resi conto della situazione.
-Taci sgorbio!- mi disse con un sibilo sommesso Bakugo –L'Oracolo ha parlato, ora noi andremo a mangiare! Non sento storie- grugnì e prese saldamente il mio polso trascinandomi.
-NO! Io devo ancora parlare con lei!- esclamai iniziando a dimenarmi.
-[T/N] ti prego non complicare le cose- mi disse con tono più dolce Kirishima.
-Ma io- alla fine mi arresi quando constatai di essere ormai fuori dalla capanna. –Ahh! Lasciatemi! Posso camminare da sola!- dissi furiosa, ma loro ovviamente mi ignorarono e mi portarono di peso al centro del villaggio, dove era collocato il totem e dove in quel momento alcune donne, aiutate dai bambini stavano apparecchiando una tavolata enorme. Sopra la superficie di legno lavorato vi erano le più variegate pietanze. Vidi, per ciò che mi era possibile visto che quei due stupidi mi coprivano la visuale con le loro –bellissime sarebbe dire poco- schiene nude, un assortimento di carni di ogni genere e anche di più! Vini dalla splendente colorazione scarlatta, acqua che più pura non l'avevo mai vista, tovaglie variopinte, argenteria della più pregiata manifattura! Man mano che mi avvicinavano a tutto quel ben di Dio sentivo l'appetito crescere prepotente in me. Mi resi conto solo in quel momento che il cielo si era fatto bruno, avevamo passato tutta la giornata tra il giro turistico e le predizioni di quella stramba senza neanche avere un pasto decente.
-Si sente proprio che hai fame eh [T/N]!- disse Kirishima, che probabilmente aveva usato qualche suo strano potere di drago per capirlo, a meno che non mi leggesse nel pensiero, ma non detti peso a tale supposizione, a mio parere abbastanza assurda anche per quel mondo pieno di magia.
Mi fecero sedere su una delle grandi panche di fronte alla tavolata e mi accerchiarono, letteralmente alla mia destra sedeva Bakugo, tutto imbronciato, solo il cielo sa per quale assurda motivazione. Mentre alla mia sinistra stava Kirishima, con il suo solito sorriso a incorniciargli il volto.
-Ma oggi è un giorno speciale per caso?- chiesi vedendo che mano a mano tutti gli abitanti del posto ci stavano raggiungendo.
-No, macché! Qui da noi si cena sempre così- disse Kirishima afferrando subito la coscia di un animale non meglio identificato.
-Wow tutte le sere? Stupendo- dissi io, sorridendo alla vista di tutta la gente riunita che rideva e scherzava tra una battuta e l'altra con un bel boccale di vino in mano. Non avevo mai avuto la possibilità di sperimentare una cosa del genere.
-Già proprio stupendo- disse il ragazzo alla mia sinistra sfoggiando il solito sorriso a trentadue denti.
-Allora se posso sapere se ti piace tanto, perché stavi da solo nella foresta con Bakugo?- chiesi io innocentemente, andando però a intaccare un tasto dolente inconsapevolmente.
(OK- so che è un momento serio ma la mia anima da shippatrice KiriBaku me lo impone STAVANO DA SOLI PERCHÉ SONO BIRICHINI E VOLEVANO FARE COSE SENZA CHE NESSUNO LI SENTISSE!!! X: ti ricordi che questa è una Katsuki x-reader giusto? Io: ovvio! Ma la KiriBaku regna)
//sto rileggendo il tutto ad un'anno di distanza e, quanto ero cringe? Aiuto?
-Oh be'- provò ad iniziare un discorso Kirishima ma venne bloccato nell'immediato dalla voce di Bakugo.
-Perché io odio stare in mezzo alla gente, questa feccia intralcia il mio cammino e io li detesto tutti- disse lui incrociando le braccia al petto –e visto che io e Eijiro siamo legati dal patto di sangue lui deve sempre seguire me in quanto io suo padrone!- lo disse tutto d'un fiato e Kirishima accanto a me divenne improvvisamente triste.
-Lurido--! Sei crudele ed antipatico!- dissi guardandolo male –Reputi Kirishima solo un cagnolino che ti segue sempre!?- mi alzai dalla panca tutta rossa in viso, che dire che fossi infuriata sarebbe stato un eufemismo. Tutti i presenti, sconcertati alzarono lo sguardo verso di me. Mi ero così tanto indignata perché capivo come potesse sentirsi Kirishima... per tutta la mia vita la gente si era sempre approfittata della mia indole servizievole ed il fatto che in quel momento qualcun'altro stesse passando quella tortura mi fece esplodere.
-NON HO DETTO QUESTO RACCHIA IMPICCIONA!- disse lui alzandosi infervorato, con le vene che gli pulsavano sulle tempie.
-PRIMO NON SONO RACCHIA! SECONDO CIÒ CHE HAI DETTO FA TRASPARIRE SOLO QUELLO! SEMBRA CHE TU CONSIDERI KIRISHIMA NON COME UNA PERSONA CON DEI SENTIMENTI MA COME IL TUO FEDELE SERVETTO CHE TI SEGUIREBBE SEMPRE!! NON E COSÌ CHE SI TRATTANO GLI AMICI!!!- lo guardai assottigliando lo sguardo ed inarcando le sopracciglia in un tentativo di minaccia. Mi guardò come se lo avessi appena spogliato di ogni sua arma. Tutti gli abitanti del villaggio mi guardavano quasi con rispetto.
-[T/N], Katsuki basta vi prego- Kirishima ci stava guardando supplichevole, era in uno stato di imbarazzo pazzesco.
Guardandolo mi pianse il cuore, in parte era colpa mia, per cui mi sedetti di nuovo composta e cominciai a mangiare un po' di tutto, finché l'atmosfera allegra che si era creata poco prima non tornò normale. Anche il biondo mangiò con apparente serenità e non parlò per il resto della serata e fece altrettanto Kirishima. Non appena finimmo il cibo a nostra disposizione ce ne andammo. Più che altro i due mi trascinarono ancora una volta fino ad arrivare ad una capanna più lontana dalle altre, simile a quella di Ochaco.
-Entra.- mi ordinò Bakugo guardandomi con un tale astio che la pupilla era quasi del tutto svanita, vedevo solo quei pozzi rosso fuoco ardere e nel profondo del mio essere vigeva il panico ma all'esterno ero quasi impassibile.
Eseguii il suo ordine senza fiatare guardandomi intorno. La casa era molto spaziosa ed aveva persino un piano superiore. Ero girata di spalle per cui non mi accorsi che il biondo si stava avvicinando a me spedito. Mi prese le spalle tra le mani e mi fece girare. –Ascoltami bene ragazzina io non so chi tu ti creda di essere né mi importa- disse con lo sguardo basso rivolto al pavimento. Mi spinse con il corpo fino a farmi sbattere la schiena contro una parete –Ma non azzardarti mai più a parlarmi in quel modo, e non intrometterti mai più nella mia relazione con Eijiro- disse per poi alzare gli occhi su di me –chiaro?- chiese reclinando leggermente il capo.
-S-Si c-chiarissimo- dissi io terribilmente spaventata, facendo trasparire finalmente ciò che provavo, puro terrore, non lo avevo mai visto in quel modo.
-Bene e ora a letto domani all'alba dobbiamo partire- disse come se non fosse successo nulla. Mi avvolse un braccio intorno alla vita e con una leggera spinta che si diede saltò direttamente al piano superiore, senza fare le scale.
-BUONA NOTTE KIRISCEMO!- disse prima di buttarmi malamente sul materasso.
-NOTTE RAGAZZO ESPLOSIVO- disse l'altro in risposta. -E NOTTE [T/N]-
-Dio l'unica cosa buona di questo posto sono i dannati letti- disse il porcospino buttandosi di peso accanto alla sottoscritta, sfiorandomi. Si girò verso di me –Io mi cambio e torno con una veste da notte per te- disse alzandosi e dirigendosi verso un'altra stanza.
-Ma che problemi affliggono la mente malata di quel tipo, accidenti- dissi in un sussurro non volendo che mi sentisse.
Qualche minuto dopo uscì dalla stanza, che presunsi fosse il bagno, e non aveva addosso nulla se non un paio di pantaloncini corti e per di più estremamente aderenti. Ci ero abituata a vederlo a torso nudo dato che non indossava mai magliette, ma come copertura almeno in parte adoperava il suo mantello dal colore vermiglio, ma adesso si presentava così senza nulla addosso e con dei pantaloni che in realtà erano boxer allungati. Il mio viso prese a bruciare come mai prima di allora. Mi girai di scatto ottenendo in risposta dal ragazzo un ghigno. -Allora la metti questa o preferisci rimanere con quella roba puzzolente?- mi disse guardandomi sornione.
-Dammela- dissi in tutta risposta io e mi ritrovai l'indumento sbattuto in fronte. Mi alzai e andai nel bagno a cambiarmi. Quella che mi aveva dato era una semplicissima camicia da notte abbastanza lunga da coprirmi almeno fino a metà coscia, meglio di niente. Lungo il bordo inferiore aveva un ricamo molto fine di fiori che si intrecciavano. Sorrisi per poi guardarmi finalmente allo specchio dopo giorni. Avevo il viso tutto sporco ed infatti mi diedi subito una sciacquata. A puzzare tra l'altro ora non erano più solo i vestiti o il coglione esplosivo, ma anche la sottoscritta. Avrei voluto farmi un bagno o almeno una doccia ma avevo troppo sonno e troppa pigrizia in corpo, che mi indussero a rimandare il compito. I miei (lunghezza capelli) corvini erano tutti spettinati ed in disordine. Con le dita lentamente provai a sciogliere i nodi più grossi e ridefinii la riga (centrale/al lato) dando, più o meno, un senso logico a quel groviglio informe. Fatto ciò mi lavai la bocca con un po d'acqua, questi tizi erano a corto di spazzolini evidentemente, ed uscii dalla stanza.
-Finalmente- disse il biondo steso sul letto –Ci hai messo un'eternità- si alzò sui gomiti guardandomi.
-E a te che importa?- chiesi stizzita sedendomi sul letto, il più lontano possibile da lui.
-Primo sono fatti miei, secondo volevo parlarti- disse girandosi nella mia direzione.
-A proposito di cosa?- chiesi io non rivolgendogli la minima attenzione.
-Di prima, hai ragione sono troppo possessivo nei confronti di Kirishima... me ne rendo conto ma è l'unico amico che ho da quando sono nato... per via del mio carattere nessuno ha mai voluto stare per troppo tempo con il sottoscritto...- sospirò pesantemente -ma non parliamo del mio passato... parliamo semmai del fatto che nessuno si fosse mai opposto a me con tanto ardore e la cosa mi piace stranamente, mi sono venuti i brividi quando mi hai guardato in quel modo! Finalmente ho trovato qualcuno che riesce a tenermi testa- disse accennando ad un sorriso.
-Oh- mi limitai a commentare io. Il silenzio tra noi si fece imbarazzante così lui fu il primo a parlare.
-Comunque dormi sogni tranquilli- disse ghignando quasi sadicamente per poi girarsi dalla parte opposta. Io rabbrividii e mi girai di spalle e caddi in poco tempo nelle braccia di Morfeo.
(2212 parole)
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
SPAZIO MEH
CIAO A TUTTI RAGAZZI!!
So che questo è un capitolo di passaggio ma da adesso in poi inizierà la vera e propria avventura!
Spero che comunque il capitolo sia stato di vostro gradimento, fatemelo sapere con un commento o una stellina.
Al prossimo capitolo baci Fulvia :3
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