Su consiglio di velceastefania03
Qualche settimana dopo la fatidica prova antincendio, mi trovavo davanti al cancello della scuola in anticipo. Mooolto in anticipo. Di solito arrivavo a scuola alle 7:50, ma quella mattina alle 7:30. Tutto questo anticipo fu perché mio fratello, essendo malato, non andò a scuola e decise di rimanere attaccato alle mie chiappe e quindi non riuscii a passare altri cinque minuti nella mia casa.
Dopo essermi piazzata davanti al cancello principale, vidi, indovinate un po' chi... Esatto, la Romella e lo Scaroni che entravano furtivi dal cancelletto secondario. Li osservai per i po', cercando di capire cosa cavolo ci facessero alle 7:30 del martedì mattina nel cortile della scuola.
I professori si erano intrufolati, passando dalla porta d'emergenza, nei corridoi che portano alla palestra. Io, da brava studentessa che si fa gli affari suoi, mi avviai verso quella stessa porta, sconcertata su cosa cavolo stessero facendo quei due. Entrai in silenzio, stranamente. Di solito sembravo un bue in equilibrio su una papera asmatica in equilibrio su un'oliva che canta. Dicevo, entrai silenziosamente e vidi i due insegnanti sparire dietro la porta del ripostiglio della palestra. Per mia fortuna, credevo, la porta rimase socchiusa e non feci in tempo ad avvicinarmi che sentii chiaramente le loro voci eccitate. Lei era molto felice e diceva continuamente cose del tipo:"sì! Avanti! Continua!'' e lui rispondeva in modi anche peggiori, nel senso:"va bene! Arrivo! Dammi un attimo!".
Mi aspettavo cose strane, sconce. Mi feci coraggio e aprii la porta di qualche centimetro, giusto per non farmi sgamare. Vidi lo Scaroni seduto davanti alla Romella che... Apriva un pacco di Pan di stelle. La Romella continuava a dire sì, incitando il prof. di arte ad aprire i biscotti. Poi la vidi sobbalzare quando lui le mostrò la sua cosa più preziosa: i croissant Bauli alla crema con copertura al cacao. Che cioni, pensai. Dopo essersi divorati minimo tre o quattro brioches, notai che lo Scaroni aveva appena controllatoil suo orologio. Di conseguenza, anche io guardai il mio: 7:49. Mi conveniva andarmene al più presto, se non volevo essere colta in flagrante dai miei professori. Uscii di corsa dalla porta dalla quale ero entrata prima e mi unii alle mie amiche. Non raccontai loro di ciò che avevo visto per giorni, dato che ero rimasta traumatizzata.
Già già, un altro trauma. Voi non potete capire quanto sia stata traumatizzante quella mattina.
Da quel giorno, non arrivai più in anticipo a scuola.
Autrice spaceeeee
Allora, mi sono divertita un sacco a scrivere questo capitolo. Non so perché. Vabbè io vado ciiiiiaooooooo😘😘
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