capitolo 3
Fulvia si sveglia ritrovandosi il biondo avvinghiato al corpo. La testa del ragazzo è a pochi centimetri dal viso di lei, mentre le mani e le braccia sono avvolti intorno ai fianchi. Le gambe del ragazzo ne cingono una della ragazza.
Senza dire una parola, guardando il ragazzo, la giovane inizia ad accarezzargli la fluente chioma bionda. Dopo qualche carezza si stupisce, però, della morbidezza di essa, di primo acchitto l'immaginazione le aveva suggerito che sarebbero stati più ruvidi a causa del gel, ma si sbagliava. Dopo qualche altro minuto in quella posizione il biondo, ancora dormiente, decide di cambiare. Sistemandosi meglio sul letto, rilascia la gamba della ragazza e anche i fianchi, e con una dolcezza, innaturale per lui, accosta la testa della ragazza al suo petto, avvolgendola poi in una presa non stretta fino al soffocamento, ma sicura, e la ragazza pensa subito ad uno scudo con il suo cavaliere. Fulvia in quel momento non sa cosa fare se non sorridere e riprendere sonno tra quelle braccia possenti che la avvolgevano come una corazza.
Una mezz'ora dopo, il biondo si sveglia, e, capita la situazione, inizia a panicare. La ragazza si trova tra le sue braccia, e fin qui tutto bene, ma il problema erano le gambe. Ella le premeva in sogno, senza sosta contro il suo stomaco e faceva abbastanza male dato che non sferrava solo piccoli calcetti. Decide quindi, per evitare di trovarsi con il fegato spappolato, di sciogliere l'abbraccio e di scostarsi di poco da ella. Poi il più lentamente che gli era consentito si mise a gambe e braccia incrociate sul letto, iniziando a riflettere sulla situazione assurda nella quale era capitato assieme a tutti gli altri. Riesce dopo qualche riflessione a constatare che per far ritornare tutto alla normalità, lui e gli altri si sarebbero dovuti lavorare a dovere la ragazza accanto a lui. La guarda accennando un sorriso, abbracciarla, tenerla stretta tra le sue braccia, gli aveva dato un senso di supremazia assoluta. Voleva provare ancora quella sensazione... Ma non con lei...
Dopo questi pensieri si alza dal letto e si dirige in bagno. Il bagno è decorato sui toni del giallo e dell'arancione. Sopra il lavandino c'è un grande specchio, contornato da luci che emettono sprizzi di una tonalità giallastra, sopra ad esse, a troneggiare su quel mare di luci c'è una scritta enorme nera ed arancione che dice: "EXPLOSION".
"È proprio nel mio stile" pensa il ragazzo. Si gira verso la vasca idromassaggio. Le piastrelle che la attorniano anch'esse giocano sui toni dell'arancione e del nero. D'istinto si forma una specie di sorriso sul suo volto. Si avvicina alla vasca apre il rubinetto di acqua calda e si toglie la maglietta, la butta per terra e si dà una stiracchiata. In quel preciso istante entra Fulvia, quest'ultima inizia a perdere sangue dal naso appena vede il ragazzo mezzo nudo.
Bakugo: -Ma che!?- guarda la ragazza spaesato.
Fulvia: -E-Eh... eh eh eh...- inizia a ridere come una deficiente ed esce dalla stanza.
Bakugo: -Cosa cazzo è appena successo!?- strabuzza gli occhi e per poi voltarsi nuovamente verso la vasca -a me non frega un cazzo!- dice per poi togliersi anche i pantaloni e i boxer entrando nella vasca. Attiva con un pulsante la funzione idromassaggio e si rilassa in quel mare di bolle.
Intanto la castana nella stanza dell'altro sta sclerando.
Fulvia: -Oof! Stai calma Fulvia! Respira... respira... PER DIO BRANDO QUEL PAZZO MALATO!!- si mette le mani nei capelli e ricomincia a sanguinare -OH MA ANDIAMO!!!- fa apparire dei fazzoletti, ne prende uno lo spezza formando piccoli rotolini di carta e se ne mette due nel naso per per fermare la fuoriuscita di sangue.
-Non è successo nulla! Hai solo visto... la schiena... il petto... la "v" vicino ai suoi pantaloni... eh eh eh...- per quanto sta pensando male, il sangue aumenta e il fazzoletto, tutto insanguinato, viene sparato via come un proiettile e lei cade a terra esanime con un fontanella di sangue che ora sta uscendo anche dalla bocca. -Blurlblurbl- rimane in quello stato finché Bakugo non esce dalla vasca e mettendosi un asciugamano in vita esce anche dal bagno ritrovandosi davanti un raro esemplare di Fulvia selvatica, che sta per morire dissanguata.
Bakugo: -Mi prendi in giro!?- la prende in braccio a mo' di sposa e la mette sul letto.
Fulvia: -Bakugo...- si mette sui gomiti e lo guarda. Lo squadra dalla testa ai piedi. Prima le spalle, poi il petto, le braccia, gli addominali, l'asciugamano che porta in vita, le gambe. -Tu mi vuoi uccidere- cade sul letto e la sua anima vola piano piano via dalla sua bocca. Il ragazzo con una faccia a dir poco annoiata prende un aspirapolvere, da non si sa dove, aspira l'anima della ragazza e mettendole il tubo nella bocca (e qui non dovete fraintendere sporcaccioni 😏😏) gliela rimette in corpo. Come se non fosse successo nulla.
La castana si tira su di botto tossendo.
Fulvia: -MA SEI SCEMO!? COSA TI SALTA NEL CERVELLO!? IDIOTA!-
Bakugo: -Scusami se ti ho appena salvato la vita...-
Fulvia: -MA SE SEI TU LA CAUSA PRINCIPALE DEL MIO DISSANGUAMENTO!-
Bakugo: -Non è di certo colpa mia se sei una pervertita-
La ragazza prende un bel respiro e si calma regolarizzando il battito cardiaco. Sospira e si alza dal letto.
Fulvia: -Devo andare a controllare gli altri...- esce barcollante dalla stanza del biondo. Scende al piano inferiore dove trova Midoriya e Hinata, seduti su un divanetto, entrambi con gli occhi scintillanti che gridano cose senza un senso sui propri idoli. Tanaka, Nishinoya, Kaminari e Kirishima che come degli ubriachi, cantano spensieratamente sopra il tavolo. E le ragazze tutte riunite su due divanetti. La ragazza si dirige dalle suddette e si siede accanto a Yachi.
Fulvia: -CIAO! Come andiamo? State facendo conoscenza?- sorride al gruppetto che annuisce.
Jiro: - Non abbiamo altra scelta dato che siamo confinate qui...-
Yaoyorozu: -JIRO! SII PIÙ EDUCATA!- la ammonisce la mora.
Uraraka: -E tu Fulvia-chan?- ignora le altre due e si rivolge curiosa verso l'interessata -Che ci racconti di te?-
Fulvia: -Io? Be' non saprei sinceramente... sono abbastanza estroversa con le persone della mia età, ma più introversa con gli altri... ho 15 anni... e... non sono brava a parlare di me...- piagnucola tra sé e sé -Sentite perché non mi fate voi delle domande?-
Uraraka: -Okke... uhm... ti piace qualcuno qui?- la guarda alzando un sopracciglio
Fulvia: -Potrei farti la stessa domanda, Uraraka-San...- l'altra arrossisce di botto -comunque sì... mi piace qualcuno... più di uno im realta- afferma schiettamente.
Tsuyu: -Che cosa è questo posto?-
Fulvia: -È un mondo parallelo a quello dove vivo io. È stato donato a mio padre... dalla Dea Kofko Ebisu, ma ora ho dei debiti con lei... per colpa di quel lavativo, e devo andare a lavorare con lei... magari un giorno vi ci potrei portare-
Yaoyorozu: -Mh... che ci dici dei tuoi genitori?-
Fulvia: -oh be' loro... ecco mio padre è un Dio... si chiama Yato... è una divinità inferiore ma nonostante tutto si dà da fare per migliorare. Mia madre invece è una semplice donna. Io infatti sono una mezza divinità... sono sempre stata rifiutata sia dagli umani, sia dagli dei, troppo pura per gli uni, troppo grezza, diciamo, per gli altri. Per questo mio padre ha chiesto questo luogo a Kofko-san... per darmi un posto dove poter stare da sola... l'unico Dio che è sempre stato con me è Tet... che è anche colui che vi ha portati qui...- tutte le ragazze, come al solito TROPPO emotive erano sull'orlo delle lacrime.
Uraraka: -Oh povera Fulvia! Mi dispiace tanto!-
Fulvia: -Non scusarti, non è colpa tua- guarda la ragazza sorridendo.
Bakugo: -Mh... quindi sei una dea... interessante...- "potrebbe essere utile sfruttare questo suo "potere diciamo" ghigna mettendosi alle spalle della castana.
Fulvia: -E TU QUANDO SEI ARRIVATO!?- diventa tutta rossa ricordando le cose accadute nella stanza poco prima.
Bakugo: -Da un po'. Problemi? Se vuoi me ne vado-
Fulvia: -N-no è che mi hai spaventato- arrossisce nuovamente distogliendo lo sguardo.
Bakugo: ridacchia -Non pensavo che gli sei si spaventassero...-
Fulvia: -Non sono una deaaaa! Più una semi-dea-
Bakugo: -Si... certo... comunque io adesso vado...- se ne va come è arrivato.
Uraraka: -È lui uno di quelli che ti piacciono vero?-
Fulvia: -E-EH!? CHE DICI!? N-NON È AFFATTO VERO!- è più rossa di un pomodoro.
Uraraka: -Io ti posso capire... anche a me piace una persona... riconosco quello sguardo...- sorride
Tsuyu: -E a te chi piace Ochaco-chan?-
Uraraka: -O-oh ecco... a-a me p-piace D-Deku...-
Fulvia: -MA CHE CARINIII- sorride -sareste un'ottima coppia! Comunque questo pomeriggio andremo, per chi vuole, a fare un giro nella mia città-
Tutte le ragazze annuiscono sorridendo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
SPAZIO ME!
E sì sono stronza forte. Ma pazienza. Vi lascio col dubbio :D
Baci baciosi la vostra Fulvia 😘
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