Capitolo 7

Caro Deku,
Ho sedici anni e tra due venerdì il mio ragazzo vuole fare sesso con me. Andremo a una festa in casa di amici e non ci sarà nessun genitore presente, perciò i ragazzi hanno suddiviso la serata in fasce orarie di trenta minuti per l'uso di una delle camere da letto. Il mio ragazzo vuole sapere se farò sesso con lui, perchè se io non voglio dice che chiederà a un'altra dato che non vuole sprecare la sua fascia oraria. Io voglio che la mia prima volta sia perfetta e temo che una mezz'ora non basti. Dovrei chiedergli di prenotare due fasce orarie?
Per favore, aiutami,

Sophie

-Cara Sophie,
Se la cosa dura più di mezz'ora mandami il numero del tuo ragazzo, grazie! Scherzo. Seriamente, ho un consiglio molto importante da darti.
NON FARLO, NON TI PIACERÀ.
Fare sesso con un sedicenne non può mai essere piacevole. Ricorda, non l'avrà ancora fatto molte volte, sempre che l'abbia già fatto. Riflettici. Saliresti in auto con lui se fosse la prima volta che guida? No. Sarebbe maldestro, tutto inchiodate e partenze, senza la minima idea di quali manopole e tasti schiacciare, e sommato insieme a tutto questo darebbe come risultato un viaggio molto sgradevole. E un viaggio molto sgradevole è l'unica cosa che puoi aspettarti se farai sesso con lui.
Ora, passiamo ai veri problemi. La suddivisione delle fasce orarie e la sua minaccia di chiedere a un'altra. Svegliati, Sophie. È un comportamento inaccettabile e state lasciando che questi ragazzi si approfittino di voi. Digli che farai sesso con lui e di prenotare due fascie orarie perchè sei convintissima che a letti sarà stratosferico. Quando sarai in camera con lui, digli che desideri il suo corpo da secoli e che vuoi vederlo nudo all'istante. Quando si sarà spogliato, fai una risata isterica, scappa via e corri in cucina dove avrai già predisposto una tabella su cui tu e le tue amiche potrete segnare quanto sono piccoli i peni dei vostri ragazzi.
Buona fortuna,

Deku

<<Perchè?>>, urlò Uraraka, colpendo il foglio contenente la lettera di Izuku con il dorso della mano. <<Perchè non c'eri quando ero adolescente io? È proprio quello che avevo bisogno di sentire. Se ci fossi stata magari non mi sarei fatta mettere incinta a diciott'anni e non avrei sposato quel pezzo di merda di Monoma>>.

<<Io c'ero, Uraraka>>, fece notare Izuku. <<Siamo migliori amici da quando abbiamo cinque anni>>.

<<Allora perchè diavolo non mi hai detto questa roba?>>, chiese Ochako con aria offesissima. <<Guardami. Ho bambini che mi escono dalle orecchie. Se avessi mostrato quel tipo di intelligenza a quel tempo, la mia vita avrebbe potuto essere molto diversa>>.

Seduto al tavolo della cucina dell'amica, Midoriya abbassò lo sguardo su Rin che ballonzolava felice sul suo ginocchio. Sapeva che Uraraka non dicesse sul serio. Anche se era irremovibile riguardo al fatto che Rin sarebbe stato l'ultimo dei suoi figli. Il "bimbo prevasectomia", come si divertiva a chiamarlo. Aveva anche il "bimbo nato per sbaglio da una gravidanza adolescenziale", come descriveva Haru, e la "bimba con cui abbiamo finto che Haru non fosse stato un errore", ovvero Ibara. Entrambi erano figli di Monoma, il suo fidanzatino del liceo, che dopo aver passato con lei dieci anni aveva contratto un caso di nostalgia cronica adolescenziale ed era scappato con una studentessa diciassettenne. Haru aveva impiegato due anni per riprendersi e trovare Iida, e poi aveva avuto Juzo, il "bimbo che abbiamo fatto perché dobbiamo essere pazzi", e infine Kosei, che compiva gli anni in quello che sarebbe stato ricordato per sempre come il giorno precedente alla sterilizzazione paterna.

<<A quel tempo non sapevo quello che so adesso?>>, disse Izuku, nel tentativo di difendere l'evidente carenza di buoni consigli dati all'amica durante la loro giovinezza.

<<Hai ragione. Eravamo degli ingenui>>.

<<Io non ero messo così male>>.

<<Deku>>, obbiettò Uraraka, mettendosi le mani sui fianchi. <<Christian Sleaford ti ha detto che l'Appletiser uccideva gli spermatozoi e che doveva usarlo dopo il sesso>>.

<<Non gli ho mai creduto>>.

<<E invece sì. Mi hai detto...>>. Ochako s'interruppe e si piegò in due, scossa dalle risate. <<Dio, mi fa ridere ancora oggi>>, disse raddrizzandosi di nuovo e facendo un respiro profondo. <<Giuro, Izuku, mi hai detto che era un peccato non fosse l'Orange Tango perché l'Appletiser non ti piaceva>>.

Midoriya si sentì diventare paonazzo. A volte avere un'amica che sapeva tutto di te aveva lati sia positivi sia negativi.

<<L'unica cosa che posso dire, Uraraka, è che a quanto pare ho avuto molto più successo di te in fatto di contraccezione>>, ribatté.

Ochako si sporse per prendere in braccio Rin e si sedette per dargli il biberon.

<<Su questo hai ragione, Deku>>, disse, baciando la testa del figlio. <<Colpita e affondata>>.

<<Ma questa>>, proseguì, restituendole la lettera per l'adolescente affranta. <<Questa è davvero una buona risposta. Quando penso a tutte le stupidaggini che ho fatto da ragazzina perché non capivo nulla...>>. Scosse la testa costernata.

<<Per non parlare di quello che ci siamo lasciato fare dai ragazzi>>, disse Izuku.

<<Esatto>>, ribatté Ochako.

<<Perciò mi aiuterai a trovarlo?>>, chiese Midoriya.

<<Chi?>>

<<Kaminari Denki>>.

Uraraka fece una smorfia. <<Intendi il tuo primo vero amore?>>

<<Sì, il mio primo vero amore, lo stesso che mi ha anche spezzato il cuore, se ben ricordi>>. Il verdino si sentì arrossire come gli capitava da ragazzino.

<<Non è facile da dimenticare>>, disse Ochako. <<Eri così sconvolto che ti sei dato all'alcol. Ci hai costretto ad andarci giù pesante passando dal Cinzano al Martini Bianco>>.

<<Solo perchè il Cinzano me lo ricordava troppo. Non ne sopportavo più nemmeno l'odore>>, si difese Midoriya.

<<Ma io adoravo il Cinzano>>, dichiarò Uraraka. <<Il Bianco mi saliva nel naso e mi dava le vertigini>>.

Ci fu una pausa durante la quale si fissarono, poi Ochako tornò a parlare. <<Non dire mai, mai e poi mai ad Iida che ho pronunciato quelle parole>>, lo implorò.

<<Cosa sei disposta a darmi in cambio?>>

<<Qualunque cosa. Decidi tu. Quell'affermazione potrebbe essere motivo di divorzio se giungesse alle sue orecchie>>.

<<Be', aiutami a rintracciare Kaminari e potresti anche scoprire che me ne sono dimenticato>>, disse Izuku.

<<Perchè diavolo vuoi rivedere quel buono a nulla dopo tutto questo tempo?>>

<<Perché adesso è il suo turno>>, rispose. <<Mi vendicherò di quando mi ha spezzato il cuore>>.

<<Cosa, intendi come hai fatto con Shinsou?>>, gli chiese Uraraka, sgranando gli occhi meravigliata.

<<Proprio come con Shinsou>>, rispose con calma Midoriya. Ochako lo scrutò prima di offrire il suo verdetto.

<<Be', buon per te>>, disse, dandogli una pacca sulla schiena.

<<Sono stanco di guardarmi indietro e vedermi alla mercé di qualunque Tom, Dick o Harry abbia voluto approfittarsene>>, disse con fermezza Izuku. <<È ora di riscrivere la storia>>.

<<Wow>>, esclamò Uraraka. <<Qualunque cosa tu abbia preso, ne voglio un po' anch'io. Sei un ragazzo con una missione>>.

<<Be', lo sarò se ti viene in mente qualcuno che potrebbe essere ancora in contatto con Denki>>, disse il verdino.

<<Oh, be', questo è facile. Io>>.

<<Che cosa?>>

<<Siamo amici su Facebook>>.

<<Come sarebbe?>>

<<Be', mi ha inviato una richiesta di amicizia>>.

<<E tu hai accettato?>>

<<Certo. Perchè non avrei dovuto?>>

<<Perchè non avresti dovuto?>>, chiese Izuku. <<Ha spezzato il cuore del tuo migliore amico!>>

<<Ne deduco che non ha chiesto l'amicizia anche a te, giusto?>>, domandò Ochako, inarcando le sopracciglia.

<<No, non l'ha fatto>>, rispose Midoriya, consapevole della sofferenza dipinta sul suo volto.

<<Magari la richiesta si è persa nella posta>>, disse Uraraka.

<<Divertente>>, ribatté Izuku. <<Allora, com'è?>>, incalzò senza riuscire a trattenersi.

<<Be', diamo un'occhiata, no?>>, rispose l'amica, alzandosi con Rin stretto tra le braccia. <<Vieni nel mio ufficio>>. Andò verso il balcone della cucina e aprì un portatile. Erano così immersi nell'analisi dettagliata di ogni aspetto del profilo Facebook di Kamimari da non accorgersi che Iida, il marito di Ochako, era entrato nella stanza dopo essere tornato dal lavoro.

<<Cosa state guardando?>>, chiese con voce tonante, fissando da sopra le loro spalle la foto in cui Denki agguantava un seno di una donna durante l'addio al celibato di un amico in un night club di Tenerife.

<<Oh, ciao amore>>, disse Uraraka senza distogliere lo sguardo dallo schermo. <<Lui è Kaminari>>, disse, indicando un viso molto rosa che spuntava da una massa di seni. <<Izuki vuole lanciare su di lui il suo prossimo attacco alla Bobbitt>>.

<<Cos'è una Bobbitt, mamma?>>, chiese Juzo, comparendo di colpo al suo fianco. <<Posso avere un biscotto?>>.

Uraraka abbassò lo sguardo su di lui, riflettendo sulla risposta. <<Bobbitt era il nome di una signora che ha tagliato il pisellino del marito perché lui aveva fatto una cosa molto cattiva>>, disse. <<Capito?>>

<<Signore>>, esclamò un Iida sconvolto, coprendo le orecchie del bambino. <<Cosa sta succedendo qui?>>

<<Sai che non ritengo giusto mentire ai bambini>>, disse Ochako.

Senza parole, Iida spostò lo sguardo da lei a Midoriya, mentre le orecchie di Juzo si ricoprivano della polvere di cemento che il padre si era portato dietro dal cantiere in cui lavorava come muratore. Era un lavoro che Iida tollerava non per amore dell'architettura, ma per pagare le bollette e poter assecondare la sua vera passione, quella di chitarrista solista e vocalist un po' stonato di una tribute band chiamata in modo molto appropriato Cheap Purple.

Alla fine, il suo sguardo si posò su Izuku in attesa di una spiegazione.

<<Non ho fatto davvero come la Bobbitt>>, si difese lui.

<<Di cosa state parlando?>>, volle sapere Iida.

<<Midoriya è stato mollato da Shinsou e si è preso la sua rivincita minacciandolo di fare come la Bobbitt>>, disse Ochako.

<<Santo cielo, Izuku>>, esclamò Tenya. <<E io che ti ho sempre considerato il più saggio e adorabile degli amici di mia moglia>>.

<<Solo la settimana scorsa l'hai definito un vecchio zitellone isterico>>, urlò Uraraka da soora la spalla mentre andava a caricare la lavastoviglie e intanto faceva fare il ruttino a Rin.

Midoriya gli rivolse uno sguardo accusatore.

<<È successo solo quando piangevi al telefono perchè avevi scoperto che Ben Fogle era sposato... E poi devo ammettere che ero un po' brillo quella sera>>, disse Iida.

<<Sì, be', adesso ho voltato pagina>>, disse Izuku, immagazzinando con cura le parole "isterico" e "zitellone" nella parte insicura del suo cervello. <<Ho chiuso con gli uomini. In effetti ho chiuso a tal punto con loro che ho trasformato la mia rubrica di consigli in una di vendetta e sto rintracciando gli ex che mi hanno spezzato il cuore per avere la mia rivincita>>.

<<Non è favoloso?>>, urlò Ochako.

Iida era ancora lí con la bocca aperta.

<<E questo sarebbe uno di quei poveracci, vero?>>, azzardò, indicando il computer.

<<Sì>>, rispose Izuku. <<Kaminari è stato il mio primimissimo ragazzo quando avevo quindici anni>>.

<<Quindici anni>>, esclamò Tenya, portando la voce a toni acutissimi. <<Vuoi metterti a cercare un tizio che non vedi da vent'anni per minacciarlo di tagliarli il...>>. S'interruppe e spinse Juzo dietro di sé fino a formare uno scudo protettivo.

<<No, non ripeterò quela trovata. È storia vecchia>>, disse Izuku.

<<Storia vecchia>>, farfugliò Iida. <<E il fatto che rischi per passare per uno stronzo pazzo e vendicativo e che potrebbero rinchiuderti in un ospedale psichiatrico?>>

<<È proprio quello il punto>>, ribattè Midoriya imperturbabile. <<Le azioni violente e casuali li farebbero passare per vittime, il che vanificherebbe il mio obbiettivo. Devo essere molto più ingegnoso, Iida. Devo farli sentire come mi sono sentito io, o non avrebbe senso. Devono imparare qualche lezione.>>.

<<Cavolo, Izuku, non mi ero resa conto che ci avevi riflettuto tanto>>, disse Uraraka tornando da loro. <<E io che stavo per suggerire di squarciargli l'abito o roba simile>>.

<<Troppo ovvio>>, rispose Midoriya. <<Devo trovare il modo di far sentire Denki totalmente umiliato e rifiutato>>.

<<Be', questo è facile>>, disse Ochako. <<Il suo profilo Facebook dice che è single, quindi sei libero di rifiutarlo e umiliarlo quanto ti pare. Devi solo sedurlo, farlo innamorare di te e poi mollarlo sul più bello in modo spettacolare. Detto, fatto>>.

<<Non posso credere a quello che sto sentendo>>, commentò Tenya. <<Se è successo più di vent'anni fa, non conta più>>.

<<Sì che conta>>, ribatterono all'unisono Izuku e Uraraka.

<<Conta per me>>, disse Izuku.

<<Conta per lui>>, disse Uraraka nello stesso momento. <<Io sono con te, Deku>>, aggiunse, mettendogli un braccio intorno alle spalle. <<Sono con te fino in fondo. Fallo per me e per tutto quello che vorrei aver detto a Monoma senza mai riuscirci. Potresti rimorchiare Kaminari senza problemi. Lo so>>.

Midoriya si chiese se fosse vero. Poteva sottoporsi a una cosa del genere, e ne sarebbe valsa la pena? Ricordò il sedicenne distrutto che aveva passato il giorno del suo compleanno a piangere dopo quell'orrbile rottura. Guardò la raccapriciante foto di Denki su Facebook, in cui palpava seni e peni nudi in un night club. Sì, poteva farlo, decise. Quello era un uomo che doveva imparare una lezione, e il verdino sapeva di essere proprio il ragazzo giusto per impartirgliela.

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