Capitolo 5
<<Non ci credo che non eri mai stato qui prima d'ora>>, disse Izuku, trasinando Todoroki oltre la soglia di un bar dall'aria spaventosamente vivace.
Era stato più che felice di accettare l'invito di Midoriya a bere qualcosa con lui dopo il lavoro per festeggiare, ma si aspettava un posticino tranquillo, non quello. Sentì il corpo irrigidirsi nel notare alcuni segnali disturbanti. Musica un po' troppo alta. Il suono ritmico di una chitarra che gli riportava alla memoria deprimenti vacanze infantili in Spagna. Cose strane ovunque, tra cui una palma di plastica nell'angolo e strumenti musicali appesi al soffitto. I manifesti su una parete di mattoni a vista pubblicizzavano birre dall'aria esotica accanto a cartoline di posti lontani. Sobbalzò quando fu quasi sbattuto a terra da una coppia che vorticava e piroettava agitando i corpi su quella che adesso riconosceva come una piccola pista da ballo. Un'occhiata alla metà maschile del duo confermò i suoi sospetti. L'aspetto bruno e latino dell'uomo e lo sguardo libidinoso fisso sulla scollatura della compagna gli dissero che era entrato in territorio straniero.
Che diavolo era saltato in mente a Izuku di portarlo in un locale di salsa?
<<Che diavolo ti è saltato in mente di portarmi in un locale di salsa?>>, chiese, lasciandosi cadere con un tonfo sullo sgabello accanto al verdino. <<Ti sembro il tipo che può divertirsi in un posto del genere?>>
<<Oh, non essere così avvilito>>, disse Izuku, passandogli un Dirty Martini.
Il bicolore contemplò la brodaglia servita in un bicchiere da cui nessuno si sarebbe mai azzardato a bere. <<Non posso avere una birra?>>, chiese.
<<No>>, rispose il verdino allegro. <<È l'happy hour. Per me, due>>. Intanto l'altro si chinò e prese un sorso, facendo una smorfia appena il sapore amaro gli colpì la gola.
<<Non posso restare a lungo>>, avvertì, guardando l'orologio. <<Più tardi devo raggiungere Momo nel posto dove terremo la nostra cerimonia di nozze>>.
<<Non c'è problema>>, disse Izuku con un sorriso smagliante, ancora euforico per l'eccitazione della vendetta. <<Volevo solo assicurarmi che sapessi quanto ti sono grato, ecco tutti>>.
<<Per cosa?>>, chiese l'altro, prendendo un altro sorso esitante.
<<Per avermi spronato a vendicarmi di Shinsou>>, rispose il verdino. <<Anzi, in realtà non solo. Anche per avermi detto che sarei stato in grado di farlo>>.
<<Ti ho detto così?>>
<<Sì. Ieri. Mi hai detto: "So che puoi farcela">>, rispose Izuku. <<Mi ha incoraggiato molto>>.
<<Giusto>>, disse Shouto un po' perplesso.
<<E poi>>, disse Midoriya, prendendo una lunga sorsata del suo cocktail, <<volevo ringraziarti per avermi fatto notare che tutti i miei ex in realtà erano dei coglioni>>.
Todoroki imitò la sua enorme sorsata prima di tentare una risposta. <<Felice di esserti stato d'aiuto>>, disse, alzando il bicchiere per farlo tintinnare contro il suo. <<Le mie capacità di rilevamento coglioni sono sempre a tua disposizione>>.
<<Buffo che tu lo proponga>>, commentò l'altro, vuotando il biccchiere e indicando al barista di riempirglielo di nuovo. Si voltò verso Shouto e gli afferrò il braccio eccitato. <<Potrei averne proprio bisogno>>.
<<Hai già un tizio nuovo?>>, esclamò il bicolore. <<Porca miseria, Midoriya, non perdi tempo. Mi hai portato qui perchè faccia un controllo? Ti prego, dimmi che non è quel tipo sbronzo che sta ballando con una palma>>.
<<No, certo che no>>, ribatté il verdino. <<Dammi un po' di fiducia. Mi riferivo al fatto che potrei aver bisogno del tuo aiuto per rintrecciare i miei ex>>.
<<Perchè?>>, chiese l'altro sospettoso.
<<Perchè>>, rispose Izuku, scuotendogli il braccio su e giù per l'eccitazione. <<Ho intenzione di vendicarmi anche di loro>>. Shouto lo fissò. Non era sicuro di aver sentito bene. Forse le acque torbide del Dirty Martini lo avrebbero aiutato a schiarirsi le idee. Finì il primo bicchiere e prese un sorso deciso del secondo.
<<Hai detto che hai intenzione di rintracciare i tuoi ex per vendicarti di loro?>>, domandò.
<<Sì>>, rispose l'altro.
<<Perchè?>>, chiese di nuovo il bicolore.
<<Perchè>>, disse il verdino, lasciandogli andare il braccio e guardandolo con una tale intensità che lui temette stesse per prendere fuoco, <<è stato assolutamente fantastico uscirne vincitore per la prima volta in tutta la mia vita. Guardami>>, urlò agitando le mani intorno alla testa. <<Sono così felice e sono appena stato mollato. Non è incredibile? Non sono un relitto farfugliante, mentre Shinsou sì. È una cosa strepitosa>>.
<<Be', sì>>, convenne Shouto. <<Ma...>>
<<Immagina>>, lo interruppe Izuku, <<di tornare indietro nel tempo e fare lo stesso con tutti quelli che ti hanno ferito. Di poter guardare al passato senza rimpianto e amarezza ma con l'orgoglio di sapere che quelle relazioni sono finite esattamente come volevi tu. Con loro che capiscono quanto si sono comportati male. Avendo tu l'ultima parola>>. I Dirty Martini non gli stavano schiarendo le idee. Shouto su sentiva molto confuso. Prese un bel sorso abbondante.
<<Vuoi davvero rinvagare il passato?>>, chiese.
<<No>>, rispose il verdino. <<Solo riscriverlo>>.
<<Non sono sicuro di capire>>.
<<Certo che non capisci>>, esclamò Izuku un po' frustrato. <<Perchè a te non è mai successo, no? La maggior parte delle persone normali viene fregata da un'infinità di brutte relazioni prima di incontrare l'anima gemella. Tranne te, che ti sei accaparrato la tua donna praticamente mentre uscivi dalla pancia di tua madre. Ovvio che non capisci, perchè il tuo cuore non è mai stato sfiorato dalla delusione e dal dolore. Hai idea di quanto sia raro?>>.
Todoroki lo ascoltava con un orecchio solo. Era impegnato a cercare di capire se era lui a muoversi o la stanza. Percepiva un vago movimento ondeggiante che lo faceva sentire un po' nauseato.
<<A questo proposito>>, proseguì Midoriya. <<Hai idea di quanto sei raro? Un uomo che non passa il tempo a cercare di scoparsi tutto ciò che si muove>>.
Quella era una cosa che poteva commentare, decise.
<<Non mi è mai andato di dover ballare a ritmo della musica di una boy band>>, dichiarò con fermezza.
<<Di cosa stai parlando?>>, sentì Izuku chiedere da dietro un velo di nebbia.
<<I miei compagni di stanza erano costretti a umiliarsi ballando la musica delle boy band solo per farsi una scopata. Non ne vale la pena>>, spiegò lui, scuotendo la testa solenne.
<<Geniale>>, urlò Izuku. <<I Take That ti hanno mantenuto fedele>>.
<<Sì>>, rispose Shouto. <<E gli alcopop>>.
<<Gli alcopop?>>
<<Li vedevo anche comprare quantità assurde di alcopop. Cooooosì degradante>>.
<<Todoroki, sei una leggenda>>, disse Midoriya, dandogli una pacca sulla schiena. <<Sono certa che Momo sarebbe deliziata di sapere che sono bastate un po' di musica dozzinale e bottigliettr di alcol rosa shocking per farti restare innamorato di lei tuttu questi anni>>.
Prese il bicchiere e lo alzò in attesa che anche l'altro lo imitasse per un brindisi.
<<A te. L'esperto d'amore>>, annunciò.
<<Non direi proprio>>, ribattè il bicolore sollevando il bicchiere. Al tintinnio del vetro seguì un'ultima sorsata e poi la richiesta di una pausa per andare in bagno.
<<Vado a fare una pisciata>>, disse, scivolando giù dallo sgabello e attraverando con passo un po' malfermo la pista da ballo in direzione dei servizi.
<<Merda>>, urlò nel guardare l'orologio mentre si asciugava le mani. Sarebbe arrivato tardi all'appuntamento con Yaoyorozu ed era mezzo ubriaco. Riattraversò di corsa la pista da ballo, ercando di scansare la folla ansante di persone ubriache dopo il lavoro. Proprio quando pensava di avercela fatta, si sentì afferrare la mano e tirare indietro.
<<Questa non è musica da boy band>>, gli urlò Izuku nell'orecchio mentre venivano circondati all'istante da corpi ballonzolanti. <<La voglia di ballare ti viene per forza>>. Shouto guardò il suo volto esuberante e seppe di doverlo deludere.
<<Io non ballo>>, urlò.
<<Certo che lo fai>>, rise l'altro, afferrandogli le mani e muovendole su e giù.
<<No>>, disse il bicolore, scuotendo con fermezza la testa.
<<Momo non se la prenderà>>, venne la risposta.
<<Noi non balliamo>>, disse l'altro.
<<Cioè mai?>>
<<No>>.
<<È ora di imparare>>, disse il verdino, tirandolo per le braccia fino a fargli staccare i piedi dal pavimento. Todoroki lo guardò piroettare e vorticare davanti a sè, ridacchiando come UNA scolaretta. Sospirò e tentò un accheggiamento poco convinto che, con sua sorpresa, si trasformò in un ondeggiare di tutto il corpo, tanto era il potere della musica martellante e della quantità di lubrificante alcolico che aveva consumato.
Izuku fece un applauso gioioso nel vederlo soccombere alla musica e gli afferrò la mano, muovendigliela avanti e indietro come se fossero bambini al parco giochi. Gettò la testa all'indietro e rise con la gioia di qualcuno che si sentiva al settimo cielo. La sua euforia era così contagiosa che Shouto non riuscì a trattenere un sorriso. Midoriya si chinò verso di lui e gli urlò all'orecchio.
<<Non riesco a smettere di pensare a Shinsou che se ne sta lì seduto a fissare pietrificato un pelaverdure>>.
Todoroki non potè fare altro che unirsi alla sua gioia. In un attimo si trovarono stretti in un abbraccio, piegati in due dal ridere mentre ripercorrevano il principale evento della giornata in mezzo al frastuono della musica. Alla fine si calmarono e Izuku tossì nel tentativo di riprendere il controllo.
<<Erano secoli che non ridevo così>>, disse.
<<Anch'io>>, disse il bicolore. <<Adesso devo andare>>.
<<Lo so>>, rispose l'altro. <<Grazie. Dico davveri. Oggi non sarebbe successo nulla senza di te>>.
<<Stupidaggini>>, replicò Todoroki. <<Ho sempre saputo che eri in grado di minacciare un uomo di amputargli il pene>>.
Il verdino sorrise. <<Forza, vai>>, disse. <<Salutami Yaoyorozu>>.
<<Lo farò>>, disse l'altro, e gli diede un abbraccio un po' goffo prima di voltarsi e lasciarlo solo sulla pista da ballo.
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